05/02/12

CHI SIAMO E CHE VOGLIAMO

Questo blog nasce da un'esigenza molto precisa e in un ambito specifico. Il diritto alla conoscennza sempre negato. L'esigenza è quella di divulgare e assimilare più notizie possibili su cure naturali e non invasive, che non facciano più danno della malattia stessa. troppo spesso ci mettiamo nelle mani dei medici a occhi chiusi, con fede e gratitudine, e molto spesso ci troviamo malati e intossicati da quelli che sono gli effetti collaterali dei farmaci, specialmente se si tratta di doverli prendere per tutta la vita Siamo un gruppo di persone, sane e malate, accomunate dalla necessità di tornare alla natura,di cui ci sentiamo parte integrante. Sulla nostra pelle abbiamo verificato quanto siano nocivi i farmaci antiretrovirali, che dovrebbero curare l’AIDS, E INVECE LO FANNO VENIRE. Ci dicono che se non prendiamo i farmaci abbiamo poca vita, ma allora come si spiega che moltissime persone hiv positive stanno bene pur non ingoiando la medicina dell’uomo bianco? E come mai quelli che invece li assumono, a lungo andare si ammalano di malattie degenerative, croniche e inguaribili? Abbiamo iniziato a cercare rimedi naturali per sedare i pesanti effetti collaterali, e si è aperto un vasto orizzonte davanti ai nostri occhi. Da qui l’idea di sviluppare un archivio di dati su medicina non invasiva. Questo infatti è un archivio on-line, che speriamo si evolva in un centro di documentazione accessibile a tutti positivi e negativi all hiv. Riteniamo che le malattie abbiano radici comuni. La scoperta fondamentale: mantenersi in salute. Ma quanto è possibile mantenersi in salute? L’ambiente è inquinato. Gli affari delle multinazionali farmaceutiche vengono prima della salute. il sistema di produzione predilige le coltivazioni e gli allevamenti intensivi, per cui ci troviamo a nutrirci di veleni, antibiotici ecc. le nostre abitazioni, sono costruite per rimpinguare le casse di pochi e intaccare la nostra salute (amianto,muffa, mancanza di luce, affitti alti)e specialmente di questi tempi, sono sempre meno quelli che possono permettersi alimenti sani, integratori naturali ed erboristerie. Il servizio sanitario non passa questi rimedi. E pensare che spenderebbero molto meno di quanto spendono con i farmaci antiretrovirali imposti dalla mafia delle multinazionali farmaceutiche. CHE FARE? Lottare sempre per i nostri diritti. Ma allora chi siamo? Siamo gli indiani d’America, i “NO TAV” della Val di Susa, quelli con i contratti a chiamata, anche quelli con una pensione di invalidità di 270 euro, gli africani con fame e sete. Siamo tutto il mondo. postato da: dissidio alle ore 10:51 | link | commenti categorie: chi siamo

15/02/09

allevamento e macellazione secondo l'Islam


METODO DI MACELLAZIONE ‘HALAL’:
IL METODO DI MACELLAZIONE ISLAMICO E’ CRUDELE?
E'il metodo di macellazione da usare per evitare qualunque tipo di crudeltà.
E’ senz’altro vero che quando il sangue fuoriesce dalla gola di un animale la scena che si presenta ai nostri occhi sembra piuttosto violenta, ma il fatto che al giorno d’oggi la carne venga acquistata nei supermercati, in pulite ed igieniche confezioni, non significa che l’animale non abbia dovuto morire!
I metodi di macellazione non-islamici impogono che l’animale non sia cosciente prima della sua uccisione e questo è di solito ottenuto attraverso lo stordimento o l’elettronarcosi. E’ davvero meno doloroso sparare un colpo di pistola nel cervello di una pecora o mettere un anello al collo di un pollo, che incidere la sua gola? Il semplice assistere alla scena non può darci un’idea oggettiva di ciò che l’animale prova.
I FATTI SCIENTIFICI
Un’equipe dell’Università di Hannover in Germania ha esaminato i due metodi analizzando le registrazioni prodotte dall’elettroencefalogramma (EEG) e dall’elettrocardiogramma (ECG). In tutti gli animali utilizzati per l’esperimento sono stati chirurgicamente impiantati un certo numero di elettrodi in diverse parti del cranio; successivamente a tali animali sono state concesse alcune settimane di tempo per ristabilirsi.
In seguito una parte di essi è stata macellata con il metodo islamico ‘halal’, ovvero una rapida e profonda incisione sul collo da lato a lato, fatta con una lama molto affilata, che taglia la vena giugulare e l’ arteria carotidea insieme alla trachea e all’esofago, ma lascia intatta la spina dorsale.
La restante parte del bestiame prima di essere macellata è stata stordita con il metodo della pistola a proiettile captivo, tipico dei mattatoi dell’Occidente.
Le registrazioni dell’EEG e dell’ECG hanno permesso l’osservazione delle condizioni del cervello e del cuore durante tutto il processo.
IL METODO HALAL
Con il metodo ‘halal’ non è stato registrato nessun cambiamento nel grafico dell’EEG per i primi 3 secondi successivi all’incisione, indicando che l’animale non ha sentito nessun dolore dovuto al taglio. Questo non deve sorprendere: spesso, quando ci tagliamo con un arnese affilato, ce ne rendiamo conto solo dopo un po’ di tempo!
I seguenti 3 secondi hanno registrato una condizione di incoscienza simile ad uno stato di sonno profondo causato dalla perdita di enormi quantità di sangue. Da quel momento in poi l’EEG ha riportato valori pari a zero che indicano un’assenza totale di dolore, nonostante il cuore stesse ancora battendo ed il corpo era in preda a forti convulsioni, un riflesso condizionato della spina dorsale.
E’ questa la fase più sgradevole per chi assiste, che si convince erroneamente che l’animale stia soffrendo mentre il suo cervello in realtà non registra più nessun messaggio sensoriale.
IL METODO OCCIDENTALE
Con il metodo occidentale gli animali erano in apparenza incoscienti dopo lo stordimento e questo metodo di uccisione apparirebbe essere, per l’osservatore, molto più pacifico.
Ciononostante la lettura dell’EEG ha indicato un dolore acuto subito dopo lo stordimento. Mentre nel primo esempio l’animale comincia a sentire dolore a causa della "fame" di ossigeno e sangue del cervello – la morte del cervello, per dirla in parole semplici -, il secondo esempio di macellazione provoca prima l’arresto del cuore, mentre l’animale è ancora capace di provare dolore.
Non si assiste, comunque, alle sgradevoli convulsioni, il che non solo significa che c’è più ritenzione di sangue nella carne, ma anche che questo secondo metodo si presta molto meglio alla domanda di efficienza delle moderne procedure di macellazione di massa. Quando un animale non si muove è molto più semplice ucciderlo sul nastro trasportatore!
L’APPARENZA INGANNA

Il metodo dello stordimento rende la macellazione di massa più facile e più accettabile al consumatore, che può ingannare se stesso sul fatto che l’animale non abbia sentito nessun dolore, quando va a comprare il suo pezzo di carne, pulita ed impachettata, al supermercato.
Il metodo ‘Halal’, al contrario, non cerca di negare che il consumo di carne significa che gli animali devono morire, ma è eseguito in maniera tale da provocare il minor dolore possibile.
IL PARERE OLISTICO
L’Islam è un modello di vita bilanciato. Per i mussulmani il privilegio di integrare la propria dieta con proteine animali indica un dovere nei confronti del benessere dell’animale stesso, sia durante l’allevamento che durante la macellazione.
I moderni metodi di allevamento e macellazione occidentali, al contrario, puntano ad un mercato di consumo di massa e trattano l’animale come merce. Così come le batterie di galline sono più adatte alla produzione di quantità di uova su larga scala, anche i metodi di macellazione occidentali sono migliori per l’industria della carne, ma non sono favorevoli né all’animale, né al consumatore.
Il modello islamico garantisce una vita più sana per l’animale ed una carne più salutare per il consumatore.


tratto da http://www.huda.it

perchè non bisognerebbe mangiare carne di maiale secondo l'Islam

La Carne di Maiale
a cura di Mostafa A. Refaei
Nel nome di Allah, il Misericordioso, il Clementissimo
Un altro esempio di quelli che si permettono di esprimere opinioni senza la minima consapevolezza riguardo il detto di Allah l'Altissimo: {Di': "In quello che mi è stato rivelato non trovo altri interdetti a proposito del cibo, se non l'animale morto, il sangue effuso e la carne di porco – che è immonda."}, [surat Al-An'âm (Il Bestiame), vers. n. 145]. Dicono che tale interdizione, secondo loro, riguardava il porco di quei tempi, che era abituato a nutrirsi da rifiuti ed escrementi, e ciò non è applicabile al porco dei nostri tempi che viene allevato sotto controllo sanitario![1]
Queste persone deviate desiderano un Corano temporale secondo determinati periodi compiacenti a loro, ma la volontà di Colui che è Benedetto e Glorioso, che l'ha fatto scendere è quella di renderlo Libro di Tutti i Tempi.

[1] Da "Versetti Divini – il miracolo coranico": pagg. 227-229: "L’interdizione di consumare carne suina — Avendo alluso al porco, non sarà possibile evitare di parlarne. Pressappoco tutti sono al corrente che i musulmani non ne consumano la carne poiché il Corano (2:173; 5:3; 6:145; 16:115) proibisce all’uomo di nutrirsene. Spesso questa interdizione è stata oggetto di scherno in bocca a dei non-musulmani. Ora, però, tale disciplina alimentare risulta, anche scientificamente, molto fondata: è quindi giunto il momento che siano i musulmani a prendersi ragione nei confronti di coloro che ancora se ne nutrono.
Ma vediamo perché. La nostra limitatissima scienza umana solo da poco tempo è riuscita a scoprire gli innumerevoli danni che la carne suina può recare al corpo umano. Oltre al fatto che il porco non è solamente un animale erbivoro ma anche carnivoro, esso racchiude una terza peculiarità alimentare assai ributtante: è, effettivamente, come ha osservato anche lo iatrochimico Paracelso, un mangiatore di escrementi! Difatti, in molte località del mondo in cui mancano le reti fognarie tale animale venne e viene tuttora utilizzato, appunto, come pulitore.
Risulta quindi essere — sempre per chi riflette — questione di buon gusto e di elevata civiltà non ingerire le carni di una bestia così ripugnante e stomachevole: occorre dire tutt’altro che “Buon appetito!” quando si consumano pasti a base di carne di porco!
Il porco, per di più, ha le reni mal funzionanti. Vale a dire a differenza di noi esseri umani o degli animali in genere, il suo sistema di filtraggio è per costituzione fisica, in un certo qual senso, malato; o, per dirla con più esattezza, è poco operativo: noi riusciamo a depurare il nostro corpo di circa il 94 % dell’acido urico mediante i nostri reni e attraverso l’urina; così anche tutti gli animali comuni. Il porco, invece, non riesce a espellerne tranne il 4-5 % circa. E il rimanente? Gli rimane naturalmente nel fisico; non bisogna, insomma, stupirsi del suo veloce ingrassarsi: è gran parte di quello che doveva finire nelle sue urine! L’acido urico (come le altre sostanze contenute nell’urina), si sa bene, è un pericoloso veleno, veicolo di non poche malattie.
Facendo, poi, ausilio del campo parassitologico e di quello microbiologico è dimostrato, da un’altra angolatura ancora, come la carne di porco contenga un alto tasso di agenti patogeni che comportano un non indifferente rischio di malattie.
Tale animale ha in comune con l’uomo tre insidiosi ospiti: il balantidium coli, la taenia solium, e la trichina. Cosa sarebbero? Lo diremo subito:
1. Il balantidium coli, è un parassita che vive nell’intestino crasso. La sua incidenza è del 21 % nel maiale e dell’1 % nell’uomo. Dal maiale al uomo passa attraverso la catena alimentare. La presenza di questo protozoo provoca una dissenteria accompagnata da forti dolori al ventre, e può essere perfino letale.
2. La taenia solium (= il “verme solitario”) è un altro parassita che alberga nel suino, dal quale passa all’uomo. L’incidenza di infestazione dell’uomo da parte del porco varia da zona a zona. Alcuni milioni di uomini, comunque, sono infestati da questo verme stando a un rapporto molto attendibile rilasciato da un autorevole parassitologo. Ed è risaputo quanto difficile sia curare chi ne è infestato. L’eliminazione di tale verme è difatti molto difficile.
3. La trichina è un altro verme che, a sua volta, si annida nelle fibre muscolari del maiale. Se la carne infestata viene ingerita, la trichina si installa nell’intestino tenue dell’uomo, là dove avviene la riproduzione; ed è attraverso la circolazione sanguigna che le larve — 1500 per ogni femmina — invadono tutto l’organismo (muscoli, scheletro, cervello, midollo osseo, retina e polmoni). La sua presenza nel fisico provoca sintomi che sono molto affini a quelli specifici prodotti da una cinquantina di malattie; la diagnosi è perciò assai difficile. La trichinosi, che è il nome della malattia provocata da tale verme, scoppia in forma epidemica.
Altro ospite del suino è la erysipelothrix rhusiopathia. Essa è il fattore patogeno della erisipela acuta o cronica. Quella acuta è, principalmente, costituita da febbre alta accompagnata da una notevole diminuzione di attività e da inappetenza. Quella cronica, invece, produce delle scaglie a forma di diamante che incidono sulle valvole cardiache, e possono causare l’alterazione del funzionamento del cuore provocando anche la morte improvvisa. La erysipelothrix rhusiopathia è presente nel corpo di circa il 30 % dei porci sani e può sopravvivere per lungo tempo anche nelle sue carni essiccate.
Tra gli altri danni inflitti dal porco ricordiamo le seguenti malattie: l’emottisi endemica, la brucellosi, l’itterizia, l’occlusione intestinale, la pancreatite acuta, l’anemia e così via. In realtà, non esiste altro animale tra quelli inclusi nelle tradizioni alimentari fuori della norma (cani, gatti, lumache, rane, ecc.) portatore di un così alto potenziale di effetti nefasti per la salute dell’uomo quanto il porco.
Si osservi come nessuna delle formulazioni coraniche qui riferite si riveli in opposizione con i dati delle conoscenze moderne, né con tutto ciò che può logicamente derivarne".

tratto da http://www.huda.it

alimentazione nelle mense scolastiche

qui di seguito un articolo del dott. andrea bolognesi, che ha collaborato con
il Comune di Prato, in qualità di esperto in alimentazione naturale, nella
gara d'appalto per la refezione scolastica

L'ora di Refezione
Con la riapertura delle scuole si ripresenta, come ogni anno, il problema della refezione scolastica e, più in generale, dell'alimentazione nell'infanzia.
E' un argomento di rilevante importanza di cui, stranamente, nessuno parla.
Basterebbe dedicarvi un millesimo del tempo e delle pagine concesse alla diatriba sul crocifisso nelle aule o sul problema del peso degli zainetti, per compiere un'opera di maggiore utilità pratica e sociale.
Tutti sappiamo ormai quanto stretti siano i rapporti tra l'insorgere delle più importanti malattie che affliggono la nostra epoca e certe scorrette o inadeguate abitudini alimentari. Sappiamo anche come, in questo ultimo secolo, siano radicalmente modificate tali abitudini nei paesi cosiddetti "civilizzati".
Le tecnologie industriali hanno gradualmente invaso il settore alimentare e, se da una parte hanno migliorato la conservazione e l'igiene dei cibi, dall'altra hanno irrimediabilmente sconvolto l'equilibrio insito nei principi nutritivi così come la Natura ce li aveva forniti per migliaia di anni.
A supporto di tale strategia è subentrata, sempre più schiacciante la pubblicità, che condiziona TOTALMENTE le abitudini alimentari di gran parte della gente.
Ebbene dall'alleanza tra queste due potenze (ben consolidata dal dio Profitto), è scaturita la più grande minaccia per la salute che la storia dell'uomo ricordi.
L'inquinamento più subdolo e più letale.
Senza scomodare episodi eclatanti e ormai storici come il vino al metanolo o i pomodori al temik o al più recente "morbo della mucca pazza", è sufficiente soffermarci su due soli aspetti, diremo quotidiani, e per questo più pericolosi, dell'alimentazione attuale, di particolare rilievo per l'infanzia: lo zucchero e i cibi raffinati in genere.
Lo zucchero rappresenta il prototipo dei "cibi" raffinati in quanto è ciò che resta della lavorazione della canna o della barbabietola, cui vengono tolte tutte le vitamine e i sali minerali per giungere al prodotto "saccarosio puro".
Non esiste in natura alimento più sbilanciato: rappresenta per chi lo ingerisce una sorta di "bomba metabolica" che costringe l'organismo a mobilitare le ghiandole surrenali, il pancreas, e a consumare le vitamine del gruppo B e il Calcio, per riuscire a smaltirlo. Non si può considerarlo neanche un alimento ma semplicemente un apportatore di "calorie vuote", fine a sé stesso, estraneo alle esigenze di un organismo in cerca di equilibrio.
L'incremento enorme del consumo di zucchero verificatosi nel secolo scorso (in Italia dai 3 kg. pro capite del 1881 si è passati ai 28,1 del 1984), va di pari passo con l'incremento delle malattie degenerative (diabete, aterosclerosi, cancro,ecc..) che hanno sostituito le infettive nel ruolo di killer del xx° secolo.
La scienza medica ufficiale inizia timidamente ad ammettere (tanto schiaccianti sono ormai le prove) la responsabilità dello zucchero nell acarie dentaria e nell'obesità, altri flagelli delle società opulente.
Nell'ambiente della Medicina Naturale, nel quale io opero, sono note in realtà ben altre e più vaste responsabilità, altrettanto documentate, di tale nemico della salute.
Discorso analogo è da fare per i cereali raffinati, privati cioè di più del 90% del loro potere nutritivo, della loro vitalità, del loro mirabile equilibrio in vitamine, aminoacidi, sali minerali, oligoelementi che per millenni è stato la struttura portante dell'alimentazione umana.
Operazioni come raffinare, sbiancare e brillare il riso; ridurre il frumento a farina 00 per fare un pane che del pane ha solo il nome e poi "indirizzare" la gente, ovviamente stitica e/o colitica, a comperare la crusca (precedentemente tolta!) in farmacia o erboristeria a prezzi elevatissimi oppure le fette biscottate "arricchite" con vitamine e calcio o fosforo (precedentemente tolti!), fanno davvero pensare quanto lo Stato, succube delle multinazionali,, abbia scarso interesse per la salute dei cittadini e anzi si adoperi a minarla.
Questi sono solo piccoli esempi delle assurdità, o meglio del "complicare la semplicità" a fini di lucro, cui la logica dell'alimentazione moderna ci costringe; si potrebbe continuare e trovare esempi altrettanto pregnanti in ogni settore alimentare.
Nonostante tali evidenze impera la nefasta consuetudine di nutrire i bambini con dolciumi, merendine, bibite zuccherate e la scuola diventa "complice" in quanto luogo spesso scelto, con perfida astuzia, dalla pubblicità per lo spaccio di tali "cibi-spazzatura", che non si proporrebbero, conoscendoli bene, al nostro peggior nemico.
Non esiste niente di più deleterio di tali "cibi" per la salute dell'infanzia. Sono cocktails devastanti( studiati a tavolino da esperti) di zuccheri raffinati, coloranti, conservanti, latte in polvere, grassi, farine raffinate, che non hanno NIENTE di genuino, nonostante spudoratamente diversi spots pubblicitari lo proclamino.
Oltre a ciò l'uso di tali prodotti è diseducativo in quanto allontana il bambino dai sapori naturali dei cibi veramente genuini, della frutta, della verdura, del pane integrale,ecc.. Qualche tempo fa comparve addirittura uno spot che invitava le mamme a mettere due merendine nella cartella al posto del pane e companatico giudicato "pesante", per dare più energia ai loro bambini e, in un'altra scenetta, un bambino diceva a un altro, durante l'intervallo, una frase del tipo:"Però, il bello della scuola è che c'è l'intervallo, così possiamo mangiare le nostre merendine!".
Esempi di tali mostruosità, che continuano tuttora in altre forme, andrebbero denunciati o almeno boicottati non comperandoli. Qualcosa di simile accadde qualche anno fa con le gigantografie che tappezzarono le città con le scritte:"Lo zucchero fa bene al cervello"-"Il tuo organismo ha bisogno di zucchero". Mai falsità e mistificazione furono più gravi, perché assimilavano il concetto di zuccheri, intesi come carboidrati complessi necessari all'uomo, con quello di zucchero raffinato-saccarosio che nulla ha a che fare con l'equilibrio metabolico umano e con le necessità energetiche del cervello.
Tornando alla refezione scolastica da qualche anno una Legge Regionale impone
l'inserimento di cibi biologici e piatti tradizionali nei menu scolastici e qualche timido tentativo si sta facendo, ma gli ostacoli sono ancora tanti, specialmente per l'ostilità dei genitori dei bambini, ottusamente arroccati a certi pregiudizi (come la carne tutti i giorni, il pasto con primo, secondo, frutta e dolce,ecc..) e la scarsa conoscenza e sensibilità del personale insegnante; cose che io stesso ho potuto constatare direttamente partecipando come consulente del Comune di Prato per la refezione scolastica.
Come fare allora per difendersi?
Ecco alcune proposte:
1)ABOLIRE lo zucchero raffinato in tutte le sue forme visibili o nascoste (è onnipresente nelle etichette!), acquistando solo prodotti dove sia espressamente scritto Senza Zucchero o, in alternativa, dove ci siano dolcificanti naturali tipo mieli, malto,melassa,ecc..
2)Sostituire i cereali raffinati(pane,pasta,riso,farine,ecc..) con quelli integrali, possibilmente a coltivazione biologica.
3)BOICOTTARE tutti i prodotti industriali pubblicizzati e venduti per l'infanzia, partendo dal presupposto che la genuinità e la non nocività di un prodotto è INVERSAMENTE proporzionale al budget pubblicitario della ditta produttrice.
4)Tornare ai cibi tradizionali delle nostre terre e stagioni e abituare i bambini a mangiare la frutta, le verdure, i legumi, il pane integrale.
5)LIMITARE al massimo l'uso della televisione nei bambini, specialmente della pubblicità.
6)SENSIBILIZZARE il mondo della scuola al problema della refezione scolastica i cui menu non sono (come quelli degli Ospedali sui quali ci sarebbe da scrivere un altro articolo) esempio di sana alimentazione. Dedicare più tempo nelle riunioni con i genitori alla discussione di tali problemi e a decisioni operative del tipo ESPELLERE dalle scuole le macchinette automatiche dispensatrici di merendine, Coca Cola e affini.
Per concludere ricordarsi sempre che i popoli che hanno mantenuto delle abitudini primitive e consone alle loro tradizioni sono sani e hanno dei denti sanissimi, così come li avevano più di un secolo fa gli indigeni tagliatori di canna da zucchero, che erano soliti masticarla, mentre i loro padroni e colonizzatori che usavano lo zucchero raffinato iniziarono ad avere i denti marci e mille altri malanni. E non credete a chi vi dice che nei paesi civilizzati la mortalità è diminuita e negli altri è ancora molto alta perché se le risorse del pianeta fossero meglio distribuite tra Nord e Sud non sarebbe certo così.
Dr. Andrea Bolognesi

11/01/09

osteonecrosi e farmaci antiretrovirali

Già nell'anno 2000 nei reparti di malattie infettive, dove imperversa il grande business dell'AIDS, erano a conoscenza delle gravi malattie degenerative che gli inibitori della proteasi, farmaci usati per la "cura" dell'AIDS,potevano provocare all'apparato scheletrico delle persone.
una paziente, si presentò all'ambulatorio con forti dolori alla testa del femore, al quadricipite e inguine della gamba destra, tanto da impedirle di camminare senza il supporto di una gruccia.
la paziente-cavia, che stava iniziando ad essere impaziente, assumeva da circa due anni farmaci antiretrovirali, inibitori della proteasi (che non servono ad uccidere i retrovirus).
in due specialisti diagnosticarono "ad occhio" e con una certa convinzione, una osteonecrosi alla testa del femore.(quindi sapevano) nell'attesa di sapere che fare, prescrissero aulin a mentenimento due volte al giorno.
la "fortunata" aveva l'artrosi e risolse in un mese, assumendo aulin all'occorrenza.
Nel 2007, un paziente di malattie infettive, hiv positivo, scoprì di essere affetto da una osteonecrosi bilaterale alle teste femorali, ed iniziò il suo calvario che oggi 2009, non è ancora finito.
facendo ricerche riuscì a trovare documentazione sulla causa farmacologica di questa malattia.
farmaci responsabili, inibitori della proteasi, cortisonici, e coumadin, un fluidificatore del sangue.
i medici del reparto di malattie infettive negavano la responsabilità degli antiretrovirali, mentre i medici degli altri reparti, forse non a conoscenza dell'obbligo del silenzio sull'argomento, spontaneamente confermavano quello che lui aveva capito. ed ecco un comunicato del ministero della salute

"Apparato muscolo-scheletrico
In conseguenza al trattamento con quasi tutti i farmaci antiretrovirali è descritta la comparsa di mialgie diffuse. Possono
presentersi nelle prime settimane di trattamento oppure più tardivamente. Poichè potrebbero essere espressione di
incremento dell’acido lattico è utile qualora i sintomi siano importanti e accompagnati da astenia, eseguire un controllo della
lattacidemia.
Più recentemente è stata segnalata l’insorgenza di osteopenia e osteoporosi forse da porre maggiormente i relazione
all’utilizzo di IP; spesso si accompagna a quadri di lipodistrofia e a elevati livelli di acido lattico.
Una patologia grave e invalidante che può coinvolgere l’apparato scheletrico è l’osteonecrosi. Sono stati descritti casi di
osteonecrosi della testa del femore e più raramente dell’omero, spesso bilaterali, in pazienti in terapia HAART. Si tratta di
quadri molti gravi che comportano un elevato livello di invalidità, descritti nei pazienti con infezione da HIV anche prima
dell’utilizzo di trattamenti aggressivi, ma la cui segnalazione è indubbiamente aumentata negli ultimi anni. Non sembrano
correlabili ad una particolare classe di farmaci. L’osteonecrosi si manifesta inizialmente con dolore al capo articolare
interessato e successivamente con impotenza funzionale anche grave.

http://www.ministerosalute.it/imgs/C_17_pubblicazioni_7_allegato.pdf

01/12/08

vaccino anti AIDS

vaccino anti AIDS

Vaccino Anti-Hiv. Finanziamenti poco chiari e effetti collaterali. Perchè continuare? Interrogazione ai ministri competenti

Nel 2003 l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) decideva di sperimentare sull'uomo un vaccino anti-AIDS basato sulla proteina ricombinante HIV-1 TAT.

Nel 2005 l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) incaricata dell'ispezione sugli studi clinici svolti, dichiarava di aver riscontrato 7 deviazioni critiche e 3 deviazioni maggiori, tutte di competenza del promotore della sperimentazione, ossia l'ISS.

Il verbale dell'AIFA informava che la sperimentazione non aveva raggiunto gli obiettivi preposti e sui rischi nel continuarla.

La dott.sa Ensoli, andando contro quanto dichiarato dall'AIFA, sostenne invece che gli obiettivi della sperimentazione erano stati raggiunti e che sarebbe stato giusto andare avanti nella sperimentazione. Per questo l'ISS autorizzo' a passare alla fase II della sperimentazione in Sud Africa.

Il 22 novembre 2007 un articolo del settimanale l'Espresso riporta la notizia che secondo lo stesso scopritore del virus dell'AIDS, Robert Gallo, la Tat attiva usata dall'ISS sarebbe potenzialmente tossica. Inoltre, nell'articolo si denuncia che i risultati della sperimentazione non sono mai stati pubblicati su una rivista di rilievo scientifico internazionale e che si sarebbero verificati effetti collaterali gravissimi quali un caso di paresi facciale e un altro problema muscolare importante.

Finanziamenti: secondo varie fonti, tra cui la prestigiosa rivista scientifica Science (vol. 317 del 10 agosto 2007): in tutto sarebbero stati stanziati dal Governo italiano 52 milioni di euro, di cui 21 dal Ministero della Sanita' per la sperimentazione in Italia e 31 per un programma generale contro l'AIDS in Sud Africa. Nessuno dei due fondi e' stato sottoposto al sistema di "peer-review" che prevede la valutazione dei progetti da parte di referees/revisori anonimi, competenti nella materia scientifica dei progetto e indipendenti dal proponente del progetto stesso. La replica e' arrivata il 18 novembre scorso: Enrico Garaci, presidente dell'ISS, dalla pagine del quotidiano IlSole24Ore, ha ricordato come i soldi stanziati finora per portare avanti la sperimentazione vaccinale di fase II in Italia e in Sudafrica sono 37 milioni di euro e non 52.

Quali sono i motivi per cui si sta portando avanti tale sperimentazione nonostante da piu' parti se ne stia denunciato la pericolosita'.

Per maggiori dettagli visitare http://www.lucacoscioni.it/vaccino

vaccini anti hpv e stupro sanitario

vaccini anti hpv e stupro sanitario

8 marzo 2008
CI VOLEVANO LE DONNE EMANCIPATE AL GOVERNO E UN MINISTRO FEMMINA
PER USARE LE MINORENNI COME CAVIE E FONTE DI PROFITTI
VACCINO ANTI PAPILLOMA HPV
“STUPRO SANITARIO”


Per le 280.000 bambine italiane di 11/12 anni, nate nel 1997, e per le loro mamme chiamate dal servizio sanitario ad inoculare il Gardasil alle figlie, il 2008 sarà anno di sventura perché le bambine in gran numero verranno sottoposte alla vaccinazione “contro” il Papilloma virus accusato di essere produttore di cancro al collo dell'utero, a trasmissione sessuale. L'esca è la paura del cancro che da anni le varie lobby sanitarie istituzionali e non, Ministero compreso, coltivano per sviluppare bieche operazioni commerciali come questa e dannose pseudo-sperimentazioni di massa sulla popolazione.

Facile colpire le bambine manovrando l'ignoranza delle mamme, che se per intuizione non cedono inizialmente alla propaganda insistente ed omissiva, verranno alla fine per lo più prese all'amo con la frase “Se tua figlia avrà il tumore al collo dell'utero in futuro sarà colpa tua”. Solo le più sveglie resisteranno al vile ricatto affettivo, sotto la pressione di una presunta obbligatorietà morale.

Allarmismo del tutto ingiustificato.
Dai dati scientifici il papilloma virus è presente nell'80% di uomini e donne e sovente fin dalla nascita, cioè è un normale abitatore delle mucose del pene, della vagina e della cervice, un germe che di per sé è innocuo e comune al pari di altri virus e batteri presenti. La trasmissione è anche al di fuori della via sessuale. Il contatto non comporta la malattia, ma eventualmente l'infezione generalmente transitoria. Il virus può tranquillamente scomparire da solo, anzi è la situazione più frequente e più probabile. In un 10% di casi (e più) il virus convive tutta la vita senza creare mai problemi. Il virus HPV non indica malattia, ma il rischio nell'1% dei casi di sviluppare nel tempo lesioni (macchie) trattabili. Perché si sviluppi un tumore sulla eventuale lesione non curata occorre tanto tempo circa 20/40 anni ed è un fatto eccezionale che si presenta nell'1% dei casi. Quindi l'infezione non è una malattia ma un fattore di rischio (Dr. M. Sideri ginecoloco-oncologo).
“Se le mamme volessero sapere quanto dura l'immunità, e se fra qualche anno si dovrà fare un richiamo o se l'essersi vaccinati non porrà altri problemi più avanti, e se le bambine che si vaccinano oggi saranno davvero protette dal tumore, si dovrebbe ammettere molto candidamente che per nessuna di queste domande c'è risposta” (Dr. G. Remuzzi immunologo).
Cosa c'è nel vaccino? Il virus vivo (papilloma) geneticamente modificato.
Chiarito questo non c'è logica nella direttiva Ministeriale. Perché produrre un danno immediato alle bambine di 11/12 anni che non fanno sesso, per evitare una ipotetica malattia fra 20/30/40anni con un vaccino sperimentale che ha copertura non garantita e di soli 5 anni?

Nel Notiziario Ministeriale Febbraio 2008, la Ministra Livia Turco, scrive: “l'offerta pubblica gratuita della vaccinazione è rivolta alle bambine tra gli 11 e i 12 anni perché in questa fascia è massimo il profilo beneficio-rischio”. Ma i rischi non li enuncia, li omette con sapiente rimozione.
Ha ricordato che “Alla base dell'età... c'è la volontà di facilitare l'offerta anche a bambine che altrimenti non avrebbero accesso per ragioni sociali, agganciandosi alla frequentazione della scuola dell'obbligo...”(24.11.07). Quindi scelta strumentale e classista.
Turco ammette: “è un'offerta... a uso controllato per sorvegliare attivamente gli effetti sulla popolazione esposta al vaccino”. Quindi è rischiosa sperimentazione di massa sulle bambine cavie.
Turco propone: “particolare cautela di somministrazione nell'età fertile” perché “i dati attualmente disponibili non sono sufficienti...”. Quindi si dovrà considerare il Ministero e la Turco responsabili penalmente di eventuali morti intrauterine o anomalie congenite da vaccino di donne rimaste gravide a sorpresa, dopo essere state vaccinate.
Turco precisa: “Saranno le evidenze scientifiche, degli studi di efficacia a dirigere la scelta di estendere la vaccinazione contro il Papilloma virus ad altre categorie di giovani donne...”.

Negli Stati Uniti, che sono stati i primi ad autorizzare il vaccino nel giugno 2006 - solo 5 Stati dei 50 lo raccomandano. Dopo le violente polemiche esplose nel Texas, giungono le voci di medici, scienziati ed esperti che testimoniano di non essere stati consultati prima della travolgente ordinanza esecutiva del governatore del Texas Rick Perry e denunciano che il Gardasil è pericoloso e non testato, distribuito per puro profitto, responsabile di pericolosi effetti collaterali.
Effetti negativi sono stati segnalati in 20 Stati, “le reazioni vanno dalla perdita della coscienza al collasso” riporta The Washington Time. “Alcune bambine hanno accusato gravi mal di testa, capogiri, nausea, febbre e perdita temporanea della vista...”. “Segnalati 13 casi di sindrome di Guillan Barrè”. Il National Vaccine Information Center segnala 5 morte, 51 invalide e 1.358 ricoverate d'urgenza.
L'Association Press denuncia che il governatore del Texas Rick Perry ha stretti legami con la Merck Pharmaceutical da cui ha ricevuto soldi per la sua campagna di rielezione. “Perry ha legami con donne di Governo, gruppo di pressione intergovernativo nazionale che si batte per una legge obbligatoria e ha ricevuto fondi dalla Merck”. Tutti e 50 gli Stati sono stati bersaglio, tramite pagamenti ai governatori e ai funzionari, degli sforzi dei maggiori lobbisti (NY Times 17.02.07).

Anche in Europa esiste la lobby delle donne che hanno siglato la giornata anti-HPV. In Italia nel giugno '07 è stata costituita la “Commissione Salute delle Donne” a tal fine. Nel novembre '05 nasce l'Osservatorio Nazionale sulla salute della donna (O.N.Da), presidente Francesca Merzagora voluto da ditte farmaceutiche che “credono nella sua mission”, collegato all'IEO istituto oncologico di Veronesi che si è posto come pioniere della Vaccinazione anti-HPV iniziando uno studio clinico per vaccinare a 17 e 18 anni. Collabora nella campagna di propaganda partita il 23 Febbraio dal Ministero della Sanità, che comprende spot televisivi e radiofonici ingannevoli di “persuasione mediatica”.

“PROMOZIONE DELLA SALUTE DELLE DONNE”, “SALUTE DI GENERE” = nuovo mercato.
Ci volevano le donne al governo perché il sistema dei profitti sanitari proliferasse con:
- la vaccinazione anti-HPV gratuita alle minorenni e a pagamento alle ipocondriache (Turco);
- la raccolta precoce dei cordoni ombelicali presi ai neonati e alle madri sfinite dopo il parto con la clausola ricattatoria: “cordone a disposizione solo se a metà con lo Stato” (Turco);
- gli espianti/trapianti favoriti dalla Legge dell'esproprio e dai tesserini ingannevoli (Bindi); ecc.

Le donne al Governo? Una presenza di mera copertura di giochi economici e di potere che ha facilitato la riduzione del genere femminile ad un ammasso tremebondo e ipocondriaco di corpi senza orgoglio, facili prede delle sperimentazioni di massa e utili alle speculazioni economiche sanitarie.

Quindi lottare e non votare

Le donne dell'AEDfemminismo

INFORMATIVA

I vaccini anti HPV (human papilloma virus) attualmente sul mercato sono due: Gardasil (€ 564 per tre iniezioni) commercializzato negli Stati Uniti dalla Merck Phalmaceutical, coadiuvata in Europa dalla partner francese Sanofi-Pasterur. In concorrenza pronto anche il Cervarix prodotto dalla GlaxoSmithKline britannica. Si profila una guerra tra aziende per conquistare il mercato. L'indicazione alla vaccinazione data dalle autorità è dai 9 anni ai 26, dopo i 26 solo screening. La vaccinazione proteggerebbe dai ceppi 16 e 18 sui 100 virus HPV conosciuti.

Si tratta di un'iniezione intramuscolare iniziale e due richiami entro sei mesi. Si prevedono altri richiami dopo 5 anni al termine della presunta protezione.

Anche i Paesi europei hanno reso disponibili sul mercato il vaccino HPV, ma l'Italia è il primo che lo distribuisce gratuitamente alle 11enni. I finanziamenti in Italia ammontano a 100 milioni di euro, e forse più, che fa capire che questo è un business sanitario per gestire fondi da capogiro.

Preso da:
http://www.aedfemminismo.com/HPV/2008_03_08%20Hpv%20sturpo%20sanitario.htm